19 luglio 2016 | by La Redazione Emilia Romagna
Sicurezza, la sinistra batte un colpo «Pene certe, lo Stato sia credibile»

DIVENTA un caso politico la scarcerazione dei tre georgiani – due incensurati, rimessi in libertà, uno con precedenti sottoposto all’ obbligo di dimora e di firma – sorpresi venerdì dalla squadra mobile dopo che avevano tentato di entrare in un appartamento in via Lulli e che, all’ uscita dal tribunale, hanno cantato ‘Italia, Italia’. Dopo […]

DIVENTA un caso politico la scarcerazione dei tre georgiani – due incensurati, rimessi in libertà, uno con precedenti sottoposto all’ obbligo di dimora e di firma – sorpresi venerdì dalla squadra mobile dopo che avevano tentato di entrare in un appartamento in via Lulli e che, all’ uscita dal tribunale, hanno cantato ‘Italia, Italia’.
Dopo la lettera al ministro della Giustizia Andrea Orlando dal sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, che ha scritto che «soltanto nella favola di Pinocchio i ladri non vanno a finire in prigione», è la volta del primo cittadino di Scandiano, che ha inviato una lettera-appello al governo e al parlamento. «Si scrive sicurezza, si legge libertà. Chi sbaglia deve pagare», esordisce Mammi. « Decine di migliaia di cittadini reggiani, oltre 1.600 solo a Scandiano, hanno sottoscritto una proposta di legge per migliorare la legittima difesa, inasprire le pene per chi commette reati a forte impatto sociale, come i furti, e chiedere certezza della pena. Auspico che governo e parlamento ascoltino questa forte volontà popolare e assumano provvedimenti in tempi brevi. I firmatari, tra cui il sottoscritto, non vogliono lo ‘Stato di polizia’ ma uno Stato serio di cui nessuno possa beffarsi, come accaduto nei giorni scorsi a Reggio».
Sbotta Mammi: «È un fatto inaccettabile. Occorre inasprire le pene ma soprattutto renderle certe.
Chi sbaglia deve pagare, non solo attraverso le sanzioni e la detenzione, ma anche svolgendo lavori di utilità sociale. Servono più agenti perché il blocco delle assunzioni ha notevolmente ridotto gli organici. Perché la vigilanza vera e le indagini si fanno con le persone in carne e ossa, ben formate ed equipaggiate. Per gli stranieri che commettono reati in Italia sarebbero inoltre auspicabili accordi bilaterali con i Paesi di provenienza affinché la pena possa essere scontata nei Paese d’ origine. Questo consentirebbe di risolvere parzialmente il sovraffollamento nelle carceri, che comporta costanti rischi anche per la polizia penitenziaria. Penso poi che a chi commette crimini vada ritirato il permesso di soggiorno. Grazie alla tecnologia si possono ottenere risultati importanti per prevenire i reati, e bisogna investire.
A Scandiano abbiamo investito sulla videosorveglianza ammodernando oltre 30 impianti. Non sta ai Comuni promulgare le leggi e gestire le forze di polizia ma si può ingaggiare una battaglia comune contro il crimine. Ne va della credibilità delle istituzioni».
A Mammi va il plauso trasversale dell’ Idv, che ha promosso la raccolta firme per la proposta di legge popolare assegnata in commissione giustizia al Senato, «che vuole rinforzare l’ inviolabilità del domicilio». Così Ignazio Messina segretario nazionale dell’ Idv: «Apprezzo molto la lettera del sindaco di Scandiano: dimostra che ha veramente a cuore la sicurezza dei suoi cittadini». «Nel nostro testo chiediamo anche si elimini la beffarda circostanza, prevista dalla legge vigente, che vede l’ aggredito penalizzato dal dover eventualmente versare un risarcimento ai delinquenti».